Dal dolore all'amore, la luce di una gioia più grande


[ parole del Papa tratte dal suo messaggio per la gmg2012, seguite, in corsivo, dalle parole di Giulia, tratte dal suo libro "Un gancio in mezzo al cielo"]
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Alla fine, però, potrebbe rimanere nel nostro cuore la domanda se veramente è possibile vivere nella gioia anche in mezzo alle tante prove della vita, specialmente le più dolorose e misteriose, se veramente seguire il Signore, fidarci di Lui dona sempre felicità. La risposta ci può venire da alcune esperienze di giovani come voi che hanno trovato proprio in Cristo la luce capace di dare forza e speranza, anche in mezzo alle situazioni più difficili.

"Il fatto è che la gente ha paura della malattia, della sofferenza... Non bisogna avere paura!" ... "Questa mia sofferenza mi piace paragonarla ad  un bambino e ad un padre che camminano lungo una strada. Ad un certo punto si trovano davanti un gradino. Per il bambino, che è basso di statura, è difficile superarlo. Allora porge la mano al padre in segno di aiuto. Lungo la strada i due possono essersi detti tante cose, sia belle che brutte, ma un padre, quando suo figlio gli chiede aiuto, è sempre disposto a tendergli la mano... Per me e tutti i bambini dell'ospedale questo gradino è proprio alto e difficile da superare, ma ringrazio Dio di avermi dato la forza di lottare e di andare avanti." 
La giovane Chiara Badano, recentemente beatificata, ha sperimentato come il dolore possa essere trasfigurato dall’amore ed essere misteriosamente abitato dalla gioia. All’età di 18 anni, in un momento in cui il cancro la faceva particolarmente soffrire… aveva chiesto a Dio di illuminare con il suo Spirito tutti quei giovani, di dar loro la sapienza e la luce: «È stato proprio un momento di Dio: soffrivo molto fisicamente, ma l’anima cantava»

“Chiara Luce per me è una sorella, è come una stella cometa che mi porta dritta da Gesù...”

La chiave della sua pace e della sua gioia era la completa fiducia nel Signore e l’accettazione anche della malattia come misteriosa espressione della sua volontà per il bene suo e di tutti. Ripeteva spesso: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io».

“Voglio imparare a seguirla, raccogliere il suo testimone… La malattia non è stato un modo per allontanarsi dal Signore, ma per avvicinarsi a lui e al suo grande amore

...Testimonianze che mostrano come il cristiano autentico non è mai disperato e triste, anche davanti alle prove più dure, e mostrano che la gioia cristiana non è una fuga dalla realtà, ma una forza soprannaturale per affrontare e vivere le difficoltà quotidiane. Sappiamo che Cristo crocifisso e risorto è con noi, è l’amico sempre fedele. Quando partecipiamo alle sue sofferenze, partecipiamo anche alla sua gloria. Con Lui e in Lui, la sofferenza è trasformata in amore. E là si trova la gioia.

“Ogni giorno, le mie sofferenze e anche le mie gioie le affido tutte al Signore, perché so che lì sono nelle mani giuste, e le offro a tante persone… Potete farlo anche voi!” ...“Spesso mi capita di mettere bene a fuoco le cose, di trovare le parole giuste, di notte, quando non riesco a dormire per il dolore. Una di queste notti ho pensato all’amore…”

"Ero arrivata a un punto cruciale... Continuavo a dire ai miei genitori: "Ma Dio dov'è? Adesso che sto malissimo, ho addosso di tutto, Dio dov'è, lui che dice che posso pregare, può fare grandi miracoli, può alleviare tutti i dolori, perchè non me li leva? Dov'è? Perchè sta a guardare?" Invece mi sbagliavo, fortunatamente... Sono uscita dalla basilica con il sorriso a cinquanta denti, con la gioia che Dio non mi ha mai abbandonata. Mai."

Dalle letture della Passione di Gesù:
Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: "Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?" (Mc 15, 36-37)
"Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito" (Lc 23, 46) 


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Fatti per la gioia!