Giulia
Con queste parole Giulia spiegava agli amici il desiderio di comporre una preghiera dove si esprimesse a Dio solo ed unicamente il nostro grazie.
E' quel "senso del bello" che i bambini hanno innato nel cuore, e che Giulia aveva coltivato in sè fin da quando era piccola. Una capacità di stupirsi, un desiderio di conoscere, che pur nella malattia ha sempre mantenuto, quasi come un allenamento a scoprire, ogni giorno, i motivi per cantare il suo grazie.
Una telefonata, la visita di un'amica, la lezione di un'insegnante. Un momento di letizia con la famiglia, un istante di consolazione dell'anima, un raggio di sole...ogni giorno almeno un motivo per ringraziare.
Quello sguardo sempre attento al Bello col quale Giulia ha saputo, anche negli ultimi istanti della sua vita, donare un sorriso a chi la salutava, un "grazie mille" pronunciato a fatica, un foto ricordo per immortalare il legame di amicizia che l'aveva accompagnata nel cammino.
Sempre uno sguardo che narrava "il Bello", con fiducia.
E così, tra le cose di cui ringraziare, ecco emergere anche il dono dell’ottima salute, che lei intendeva come l'abbondante dono di grazia che avvertiva di ricevere dentro al cuore, "perchè - come ripeteva parlando ai giovani - la prima cosa da guarire è dentro”. La preghiera per guarire dalla malattia veniva dopo: "L’importante è che, come dice Chiara Luce, sia fatta la volontà di Dio".
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