Gli ultimi mesi della vita di Giulia sono stati come un danza durante la quale la sofferenza si è tramutata in un inno di ringraziamento. Facendosi aiutare dalle amiche più intime, alle quali dettava i pensieri che aveva in cuore, Giulia ha cominciato a comporre il testo di questa preghiera: un verso, poi un altro, poi una correzione... Nonostante fosse molto provata, sentiva forte l'esigenza di "completare quest'ultimo tema", come in risposta ad una chiamata.
Sembrava volerci lasciare l'esperienza più importante che aveva vissuto: quella di aver percepito l'amore di Dio pur vivendo un grande dolore, un'esperienza che nel suo animo era diventata un canto di gioia.
Pensare al testo da scrivere era per lei un momento di grande concentrazione e raccoglimento, come un dialogo intimo e dolce con Dio, perchè fosse Lui a farle capire come desiderasse questa preghiera.
Ha curato ogni singola parola, e spesso si faceva rileggere i versi per verificare - anche "interrogando" chi le era vicino - che nessuna espressione conducesse ad una preghiera di richiesta: doveva essere una preghiera solo per dire "grazie".
Al culmine della sua sofferenza, la sera del 18 agosto, ad un passo dal cielo, ha composto la preghiera finale, rigraziando Gesù che sulla croce ci ha donato la sua giovane Madre. E' parso così a tutti noi un segno della Provvidenza che la sera del 19, al termine della Via Crucis dei giovani con il Papa alla GMG 2011 di Madrid, Giulia ha coronato il suo cammino.
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